• Negozio Microimpresa Domestica

PRODOTTI PROFESSIONALI

Sogni di trasformare le tue passioni culinarie in una piccola attività artigianale? Da qualche anno l’Europa promuove il piccolo artigianato del cibo fatto in casa con una legislazione appositamente studiata per le microimprese domestiche alimentari. La normativa autorizza infatti la produzione domestica e la vendita al pubblico di piccole quantità di specialità alimentari nostrane come la pasta fatta in casa, i prodotti da forno, le conserve, la pasticceria e i dolci per le occasioni speciali.
Oltre a dare un nuovo spazio alle nostre tradizioni culinarie e all’arte del buon cibo fatto in casa, la microimpresa domestica è anche un’interessante opportunità di auto-impiego per chi sa cucinare bene ma non se la sente di affrontare investimenti impegnativi e iter burocratici complessi. Ecco dunque qualche informazione per orientare gli aspiranti microimprendori.

L’ABC DELLA MICROIMPRENDITORIA DOMESTICA

La microimpresa domestica alimentare è una forma di impresa nel settore alimentare introdotta dall’Unione Europea con il Regolamento CE 852/2004, Allegato II, Capitolo III sull'igiene dei prodotti alimentari. La norma autorizza la produzione e la vendita di cibo fatto in casa purché siano rispettate alcune regole igieniche relative alla manipolazione, tracciabilità, conservazione e confezionamento degli alimenti. La normativa di riferimento per l’etichettatura alimentare è il Regolamento CE 1169/2011, mentre per la rintracciabilità degli alimenti è il Regolamento CE 178/2002. Poiché la legge in questione non include la somministrazione di cibo, sono escluse dalle attività di microimprenditoria alimentare la ristorazione e l’attività di chef a domicilio.


A CHI VENDERE I PROPRI PRODOTTI

I canali di vendita o il target di mercato, dipendono dalla tipologia del prodotto e possono essere principalmente altri dettaglianti (gastronomie, negozi di alimentari, ristoratori e bar), catering (feste di compleanno, battesimi, matrimoni, anniversari, ecc.), consumatori finali (banchetti locali o stand nei centri commerciali, rete di conoscenti e clienti), on-line attraverso nuove piattaforme di vendita e social network ( mamau.it, egnam.it, sorgentenatura.it, ecc.)


Salamandre

Salamandre

da 238,76 €

Impastatrici

Impastatrici

da 132,09 €

Cuociriso

Cuociriso

da 168,5 €

Crepiere

Crepiere

da 28,99 €

Gelatiere

Gelatiere

da 21,5 €

Cuoci Wurstel

Cuoci Wurstel

da 5,09 €

Cutter e Pelapatate

Cutter e Pelapatate

da 11,76 €

Frullatori

Frullatori

da 14,09 €

Spremiagrumi e Centrifughe

Spremiagrumi e Centrifughe

da 96,01 €

Minipimer

Minipimer

da 69,27 €

Tritacarne e Grattugie

Tritacarne e Grattugie

da 11,5 €

COSA PUO’ PRODURRE LA MICROIMPRESA

Secondo Cucina Nostra, associazione nazionale promotrice di microimprese domestiche, poiché al momento non esistono linee guida nazionali che specificano cosa è possibile produrre in casa e cosa invece è escluso dalla normativa, è possibile fare riferimento alla Nota del 2014 della Regione Piemonte in risposta al quesito presentato dalla stessa Cucina Nostra. In tale nota si specifica che la tipologia di prodotti (alimenti o bevande) deve essere dichiarata in occasione della Segnalazione Certificata d’Inizio Attività (SCIA) e deve appartenere a un unico genere merceologico – ad esempio, gastronomia, pasticceria, prodotti da forno, conserve. E' opportuno che gli aspiranti imprenditori si rivolgano alle loro ASL di competenza per verificare la loro interpretazione della normativa. Al momento le regioni che hanno già autorizzato la nascita di microimprese alimentari sono Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Secondo il Regolamento CE 852/2004 sono invece esclusi dall’attività di microimprenditoria domestica gli alimenti di origine animale (carne e prodotti a base di carne, selvaggina, latte e prodotti a base di latte, uova e ovo-prodotti, prodotti della pesca e derivati trasformati, molluschi bivalvi vivi, gelatina e collagene).

Vetrinette

Vetrinette

da 22,7 €

Vetrine Refrigerate

Vetrine Refrigerate

da 460,0 €

Vetrine Riscaldate

Vetrine Riscaldate

da 281,5 €

Scaldavivande

Scaldavivande

da 32,3 €

Caffè e Accessori

Caffè e Accessori

da 71,6 €

Bollitori

Bollitori

da 92,0 €

Dispencer

Dispencer

da 35,0 €

Fabbricatori Ghiaccio

Fabbricatori Ghiaccio

da 59,79 €

Tritaghiaccio

Tritaghiaccio

da 572,87 €

Scaldapiatti

Scaldapiatti

da 327,01 €

Zuppiere

Zuppiere

da 39,0 €

Tostiere

Tostiere

da 27,51 €

Piastre

Piastre

da 34,98 €

Macchine Sottovuoto

Macchine Sottovuoto

da 7,81 €

Barbecue da Tavolo

Barbecue da Tavolo

da 24,3 €

APRIRE UNA MICROIMPRESA DOMESTICA

La microimpresa domestica è un’attività di impresa a tutti gli effetti. E’ inquadrabile nel settore artigianato e pertanto soggetta alle disposizioni vigenti per l’imprenditoria artigianale. Ecco i principali step per avviare l’attività:
- Identificare gli alimenti oggetto della produzione domestica
- Essere iscritti alla Camera di Commercio ed avere una Partita IVA
- Essere iscritti all’INPS
- Adempiere agli obblighi amministrativi e selezionare il regime contabile e fiscale in base alle proprie esigenze e al reddito che si pensa realizzare
- Adempiere gli obblighi igienico-sanitari e di sicurezza previsti per le attività artigianali nel settore alimentare (vedi approfondimento sotto).
- Presentare la SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Si tratta di una dichiarazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva senza attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti. La SCIA deve essere presentata allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) del Comune dove sarà svolta l’attività di microimpresa.

Da notare che se la produzione e la vendita di alimenti è l’unica attività di reddito o è svolta in maniera prevalente, l’imprenditore è inquadrabile come artigiano. Se invece si svolge anche un lavoro da dipendente e l’attività produttiva domestica è marginale, il titolare sarà comunque considerato dal punto di vista giuridico imprenditore ma non sarà iscrivibile all’Albo degli Artigiani.

Per verificare quale inquadramento vi è più consono, consigliamo di rivolgervi a un commercialista. In alternativa, l’associazione Cucina Nostra offre servizi di orientamento e formazione per affrontare i passaggi burocratico-amministrativi per l’avvio della microimpresa e per gestire l’attività produttiva.

Lavelli e Lavamani

Lavelli e Lavamani

da 219,0 €

Abbigliamento Cucina

Abbigliamento Cucina

da 1,99 €

Coltellerie Sanelli

Coltellerie Sanelli

da 10,14 €

Agnelli Professional

Agnelli Professional

da 2,03 €

Ballarini

Ballarini

da 6,39 €

WMF

WMF

da 8,5 €

Pastaline

Pastaline

da 425,0 €

GLI ADEMPIMENTI ALLE NORME IGIENICO-SANITARIE

Prima di procedere all’attività vera e propria, è indispensabile verificare che la propria cucina e le attrezzature per la produzione, conservazione e confezionamento degli alimenti rispettino le norme igienico-sanitarie in materia di manipolazione alimentare e secondo i principi HACCP (per saperne di più è possibile scaricare gratuitamente il “Manuale di buone pratiche di igiene per le microimprese alimentari” pubblicato dalla Regione Lombardia nel 2014). Tale verifica prevede la richiesta di un parere preventivo alla Azienda Sanitaria Locale (ASL) di competenza sul progetto di produzione che si intende aprire e sull’eventuale adeguamento della propria cucina e dei locali annessi (es. deposito, spogliatoio, ecc.). La ASL è l’ente responsabile della verifica del possesso e veridicità dei requisiti della cucina o locali di produzione dichiarati nel progetto e nella SCIA presentata in Comune. Poiché non ci sono ancora linee guida nazionali, non è del tutto chiaro se i locali di produzione devono essere diversi da quelli utilizzati per la preparazione di alimenti ad uso familiare o possono invece coincidere (ovvero si può utilizzare la stessa cucina sia per i pasti di famiglia che per gli alimenti da vendere come microimpresa). Secondo la Regione Piemonte, il locale (cucina famigliare e cucina microimpresa) può essere lo stesso a patto che ci sia una valutazione preventiva e quindi un’autorizzazione ufficiale da parte della ASL competente. Rimandiamo quindi alle istituzioni socio-sanitarie locali per confermare quale delle due ipotesi è applicabile per avviare le attività.


LA NUOVA MICROIMPRENDITORIA ALIMENTARE

Dal 2014 l’associazione di promozione sociale Cucina Nostra è impegnata a promuovere la nascita delle microimprese domestiche del settore alimentare. Nel giro di un paio d’anni, l’associazione è riuscita a raggiungere diversi traguardi importanti, tra cui il riconoscimento come sede di tirocinio del Master Universitario di 1° livello in “Sostenibilità del territorio e della filiera agroalimentare”, nell’ambito delle attività della Cattedra Unesco sul tema dello Sviluppo Sostenibile e la Gestione del Territori. Oltre a fornire servizi di orientamento e formazione per l’avvio della nuova microimpresa, Cucina Nostra e i suoi partner operativi sviluppano rapporti con le istituzioni nazionali e locali affinché l’attività di microimpresa venga promossa e regolamentata nel rispetto dei valori e principi della legislazione europea.



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